
di Gabriele Guccione
Il presidente: finanziata dal Marocco. Lo Russo: la diversità è ricchezza. Il progetto diventa terreno di scontro della destra in vista delle elezioni comunali
«Se qualcuno vuole far diventare quello un simbolo internazionale di identità religiosa, per altro finanziato anche dal governo del Marocco, io sono contrario e penso che facciamo bene a preoccuparcene». Alberto Cirio mette subito un punto fermo sulla polemica della moschea prevista nell’ex area Nebiolo, in via Bologna a Torino. Da un lato, il presidente del Piemonte assicura di «essere per la libertà religiosa», dall’altro sostiene le perplessità (e le polemiche) sollevate dal suo vicepresidente Maurizio Marrone, candidato in pectore del centrodestra alla poltrona di sindaco di Torino, che nei giorni scorsi ha annunciato una proposta di legge regionale per introdurre nuovi vincoli urbanistici e mettere in discussione il progetto.
L’ANALISI: PERCHE’ VANNACCI HA GIA’ VINTO
Alla conferenza sulla candidatura del «Chilometro quadrato della Carità» a Patrimonio Unesco, Cirio arriva con dieci minuti di ritardo. E scherza: «Scusate, pensavo che l’appuntamento fosse in via Bologna». Accanto a lui, l’arcivescovo Roberto Repole e il sindaco Stefano Lo Russo sorridono. Poi, il governatore precisa: «Io sono un liberale, la libertà di




