
Varesi propone una vendita che non racconta solo le ricchezze dei Savoia, ma anche passaggi cruciali della loro storia
Luccica d’oro, quello dei Savoia, l’incanto che Varesi (www.varesi.it) batte mercoledì 7 ottobre. In tutto 137 lotti, uno più interessante dell’altro, provenienti dalla collezione di Ambrogio Magni. A cominciate dal 10 scudi del 1630 di Carlo Emanuele I, prima tipologia di monete d’oro di grande modulo avviata dal duca già nel 1607. Sul retro del conio monetato, proposto a 120 mila euro, l’unico figlio di Emanuele Filiberto e di Margherita di Valois, fece incidere questa iscrizione: De ventre matris Devs protector mevs, Dal ventre di mia madre, Dio è il mio protettore. Due altre monete, entrambe da 10 scudi, rispettivamente coniate da Vittorio Amedeo I nel 1635 e da Carlo Emanuele II nel 1663 si apprestano a far alzare le palette da 100 mila euro.
All’incanto
Attraverso le monete proposte è oltretutto possibile ripercorrere i vari titoli nobiliari dei Savoia. Il raro ducato coniato a Chambéry e stimato 40 mila euro, testimonia il passaggio di Amedeo VIII da conte a duca, come sottolinea la scritta: Amadevs dvx Sabavdie, che racchiude lo stemma del casato. Pur essendo stato il primo re di Sardegna,




