Home / Esteri / Minacce e tregue, annunci e dietrofront: tutti i passi indietro di Trump con l’Iran (e i tre «comandamenti» di Roy Cohn che non funzionano più)

Minacce e tregue, annunci e dietrofront: tutti i passi indietro di Trump con l’Iran (e i tre «comandamenti» di Roy Cohn che non funzionano più)

image

di Massimo Gaggi

Il presidente degli Stati Uniti sta cercando un’uscita da «vincente» dalla guerra contro l’Iran, ma ha raggiunto solo uno dei cinque obiettivi che si era prefissato

Un mese fa la minaccia di cancellare in una notte la civiltà iraniana. Poi, all’alba, la tregua decisa sostenendo che Teheran stava facendo concessioni che, in realtà, non si sono mai materializzate. E, ora, l’operazione Project Freedom per liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz sospesa dopo un solo giorno, due ore dopo la conferenza stampa nella quale il segretario di Stato Marco Rubio ne aveva descritto con enfasi il ruolo essenziale, difensivo, un regalo offerto dagli Usa al mondo intero.

Sono solo due delle continue prese di posizione contraddittorie di Donald Trump che, nella gestione della guerra in Iran è arrivato a smentire sé stesso anche nel giro di poche ore: il primo aprile al mattino disse che la guerra sarebbe finita entro tre giorni. Alla sera parlò di due o tre settimane. E pochi giorni fa, dopo aver mandato una lettera al Congresso nella quale sosteneva di non avere bisogno di un voto parlamentare per autorizzare una guerra perché quella con l’Iran è solo un’operazione

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: