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Mense scolastiche, le gare cambiano: qualità, lotti e prezzi fissi

Le gare per le mense scolastiche stanno cambiando pelle. Non si tratta più soltanto di affidare la preparazione e la distribuzione dei pasti, ma di costruire servizi complessi, dove entrano in gioco qualità nutrizionale, sostenibilità ambientale, tutela del lavoro, organizzazione dei centri cottura e capacità di garantire continuità a migliaia di famiglie. Negli ultimi due mesi alcuni casi raccontano bene questa evoluzione. Bologna ha riscritto il proprio bando dopo i rilievi dell’Anac. Firenze ha chiuso una gara europea da circa 37 milioni di euro affidando il servizio a Camst e Cirfood. Altri Comuni, anche di dimensioni più contenute, stanno pubblicando procedure in cui il tema non è più solo il prezzo, ma la qualità complessiva del servizio.

Bologna, due lotti e più concorrenza

Il caso Bologna resta uno dei più significativi. Il nuovo bando per la refezione scolastica, pubblicato il 21 maggio 2026 sulla piattaforma Intercent-ER, riguarda il periodo settembre 2026-agosto 2029, con possibile rinnovo fino al 2031. Il valore complessivo indicato dalla procedura arriva a 111 milioni di euro

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