Slow Food Italia e la rete ligure intervengono a sostegno di Aldo Lo Manto, allevatore della pecora Brigasca e ultimo pastore del relativo Presidio Slow Food in Liguria. Al centro della vicenda c’è l’assegnazione del pascolo estivo nel territorio comunale di Triora (Imperia), utilizzato da Lo Manto da diciannove anni consecutivi per il proprio gregge.

La pecora Brigasca
Il terreno è stato assegnato, secondo la normativa sugli usi civici, a un’allevatrice residente nel Comune di Triora. Tuttavia, secondo Slow Food, le caratteristiche del pascolo, particolarmente ripido e scosceso, risultano più adatte all’allevamento di ovicaprini che di bovini.
Pascoli e biodiversità: perché la pecora Brigasca è importante
Nei pascoli montani gli ovicaprini riescono a raggiungere anche le aree più impervie, mantenendo pulito il terreno e contribuendo alla conservazione del cotico erboso. I bovini, invece, per caratteristiche fisiche, non riescono a pascolare nelle zone più difficili, favorendo così la crescita incontrollata della vegetazione.
Grazie a una proroga valida fino al 31 maggio del prossimo anno, Lo Manto potrà continuare a utilizzare il pascolo




