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Auto tedesca, persi 50 mila posti in un anno: estate di proteste in vista di nuovi tagli, la situazione in Mercedes, Volkswagen e Bmw

di Redazione Economia

L’automotive tedesco affronta la crisi più difficile degli ultimi decenni: proteste dei lavoratori Mercedes, Volkswagen valuta fino a 100 mila esuberi e la concorrenza cinese accelera la trasformazione del settore europeo

L’automobile tedesca, per decenni simbolo della potenza industriale europea, attraversa una delle fasi più difficili della sua storia recente. Tra tagli occupazionali, possibili chiusure di stabilimenti, rallentamento della domanda, transizione all’elettrico e crescente concorrenza cinese, il settore che rappresenta una delle colonne portanti dell’economia tedesca è alle prese con una trasformazione che rischia di ridisegnarne profondamente il futuro. Il malessere è emerso con forza nelle manifestazioni organizzate dal sindacato metalmeccanico Ig Metall davanti agli impianti Mercedes-Benz di Sindelfingen, Untertürkheim, Rastatt, Brema, Berlino, Amburgo, Germersheim e Kuppenheim. Migliaia di lavoratori sono scesi in piazza contro i piani di riduzione dei costi annunciati dalle principali case automobilistiche.

Sindacati in subbuglio

La presidente di Ig Metall, Christiane Benner, ha parlato apertamente di una «calda estate» di mobilitazioni, accusando i vertici dell’industria di rispondere alla crisi con tagli e delocalizzazioni anziché con strategie industriali di lungo periodo. Secondo il sindacato, nel solo ultimo anno il comparto automobilistico tedesco ha perso circa 50 mila posti di lavoro e

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