È facile ironizzare sul modo becero e volgare con cui Donald Trump organizza la scenografia del «suo» duecentocinquantesimo anniversario degli Stati Uniti. Ma le polemiche sulle celebrazioni trumpiane, o sull’Independence Day di questo 4 luglio boicottato in vari modi, rischiano di far perdere di vista un pericolo. Il pericolo vero è che l’orgoglio di essere americani diventi un valore della destra. Non è un tema nuovo. Già negli anni Sessanta la sinistra americana che bruciava nelle piazze le bandiere a stelle e strisce regalò il patriottismo alla destra, col risultato di regalare la Casa Bianca a Richard Nixon (1968).
Qualcuno a sinistra comincia ad avvertire il pericolo. Lo si vede nel modo in cui il New York Times, capofila dei media progressisti e dell’opposizione a Trump, celebra il 250° anniversario con un inserto speciale della sua sezione Opinioni. Per molti anni una parte importante della cultura progressista americana – New York Times incluso – ha guardato alla storia nazionale solo come a una sequenza di colpe: la schiavitù, il genocidio degli indiani, il razzismo, l’imperialismo, le discriminazioni. Con Trump quella vena autocritica è sfociata in una diffidenza verso qualsiasi richiamo patriottico, giudicato sospetto perché associato al nazionalismo della destra: al




