
Solo il consolidamento può risolvere una questione di cui sono ben consapevoli a Pechino. Nella convinzione che l’industria locale possa ormai andare avanti sulle sue gambe, le autorità centrali hanno non solo avviato un processo di progressiva cancellazione degli incentivi alla domanda e all’offerta, ma hanno anche escluso le quattro ruote dai settori economici “strategici”, ossia da sostenere e promuovere con qualsiasi mezzo, dell’ultimo Piano Quinquennale.
Non solo. Nelle ultime settimane sono stati introdotti controlli sempre più rigidi soprattutto sui produttori di auto elettriche. Il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (Miit) e altri organi di controllo hanno avviato una campagna nazionale per effettuare ispezioni a sorpresa e più severe, con l’obiettivo di frenare la corsa al lancio di nuovi modelli e soluzioni tecnologiche. Nel loro mirino sono finiti i tempi di sviluppo troppo accelerati e il rischio che, per immettere sul mercato prodotti a ritmo sostenuto, si mettano in secondo, se non terzo piano, sicurezza, affidabilità e qualità e quindi la reputazione, anche all’estero, delle aziende cinesi.
In altre parole, Pechino ha deciso di intervenire con tutta la sua forza per risolvere le crescenti criticità dell’industria nazionale. Non a caso, lo scorso venerdì il Miit, insieme ad altri otto




