
di Viviana Mazza
Trump annuncia per oggi l’intesa che aprirà la seconda fase. Ma Teheran evoca un rinvio
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Fino a ieri sera non era chiaro se il memorandum d’intesa con l’Iran sarebbe stato firmato oggi. Donald Trump lo aveva ribadito con un messaggio sul suo social Truth: «La firma dell’accordo è prevista per domani (oggi per chi legge, ndr)». E il premier pachistano Shehbaz Sharif aveva scritto ieri mattina su X che la «finalizzazione» del testo era in programma entro 24 ore, ma il ministero degli Esteri iraniano aveva negato che la firma sarebbe stata oggi, pur lasciando aperta la possibilità che avvenga nei prossimi giorni. La firma verrà apposta in forma elettronica in un collegamento virtuale tra Stati Uniti e Iran insieme ai mediatori pachistani e qatarini: farlo di persona era complicato perché il vicepresidente JD Vance non sarebbe potuto ritornare in patria prima della partenza del presidente per il G7, oltre che per il rischio comunque che l’intesa deragliasse all’ultimo momento. L’agenzia Fars, vicina ai Guardiani della rivoluzione, affermava che la «strana insistenza» di Trump sulla firma proprio oggi stava diventando «un test per i negoziatori».
Qualcuno ipotizzava che gli iraniani




