
di Simone Canettieri
Intesa tra la premier (applaudita) e gli industriali. Ad Orsini dice: «Sono d’accordo che i pacchetti Omnibus non sono sufficienti». E poi: «Siate coraggiosi e lo sarò anche io»
Si presenta sul palco con il solito quadernino verde, preceduta da un applauso abbastanza caloroso della platea. Così Giorgia Meloni interviene all’assemblea di Confindustria alla Nuvola. Il clima non sembra teso, niente fossa dei leoni, niente contrapposizioni plateali tra confindustriali e governo, al contrario di altri tempi. I ministri sono schierati in prima fila, a partire dal titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti, così come le alte cariche dello Stato. Il presidente Orsini nella sua introduzione non è stato duro con Palazzo Chigi, seppur puntuale nelle richieste e nelle cose da fare. La premier debutta ringraziando il capo dello Stato Sergio Mattarella, presente in prima fila. E poi anche agli industriali: «Voglio cogliere l’occasione di questa assemblea per dirvi grazie per il vostro lavoro». Non solo propone un tavolo comune per abbattere la «burocrazia» e conclude: «Siate coraggiosi e io prometto che farò lo stesso».
Se l’Italia è universalmente riconosciuta come la patria del bello «è merito
delle imprese e dei loro lavoratori – prosegue la premier – È merito




