
di Monica Guerzoni
Il messaggio del Presidente della Repubblica nell’anniversario della strage nazista del 12 agosto 1944: «Fare memoria è un atto di liberazione»
Ricordare la strage degli innocenti del 12 agosto 1944 è un dovere di tutti gli italiani. Nel sacrario civile di Sant’Anna di Stazzema, dove donne, anziani e bambini furono «uccisi senza alcuna pietà» dai reparti nazisti delle SS «con la complicità dei fascisti», Sergio Mattarella ritrova «le radici della Repubblica».
Come ogni anno, il capo dello Stato fa memoria dell’eccidio e negli Ottant’anni della Repubblica e con il mondo oppresso dalle guerre sottolinea quanto sia importante non dimenticare. Per Mattarella quei 560 corpi oltraggiati e bruciati a Sant’Anna di Stazzema e nelle frazioni limitrofe, «calpestando ogni sentimento di umanità», sono il «simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento».
Nel 2025 il presidente esortò a coltivare la memoria di quell’orrore come un «pungolo per respingere la ferocia delle guerre». E su quel tema oggi insiste, ricordando come Italia ed Europa seppero riscattare il sacrificio di quei morti innocenti con la pace, la libertà, la democrazia, i diritti e la «progressiva integrazione». Un appello a




