
di Chiara Currò Dossi
«Sono in corso ulteriori accertamenti tecnici per individuare le ragioni del crollo», fa sapere la Procura che ha acquisito i video delle telecamere che hanno ripreso il momento del cedimento
A ventisei giorni dal crollo del tribunale, la Procura di Bolzano fa sapere di aver iscritto nel registro degli indagati «cinque persone». Si tratta di Luca Carmignola, responsabile unico di progetto (Rup) e direttore dell’Ufficio per la gestione tecnica delle costruzioni della Provincia, Matteo Mottironi, progettista, direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza, Costante Minato, legale rappresentante della ditta appaltatrice Merotto Bau, Alfonso Miotto, rappresentante e deputato a sovrintendere i lavori per la stessa ditta, e Vanni Marcolin, presidente del consiglio di amministrazione dell’azienda subappaltatrice per le lavorazioni in acciaio, Biemme Tecno. Non si esclude l’iscrizione anche di un secondo dipendente provinciale, un collaboratore di Carmignola.
Il crollo
Il crollo del palazzo di giustizia risale all’alba del 16 luglio. Erano circa le 6.20 quando l’ala centrale del palazzo, corrispondente all’atrio, è collassata. All’interno, fortunatamente, non c’era nessuno, fatta eccezione per il portinaio e la squadra di addetti alle pulizie: una donna aveva riportato lievi contusioni a un braccio. I primi ad arrivare sul posto




