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Maternità e lavoro, in Italia non c’è «festa» per le mamme ma solo meno occupazione e più precarietà

di Rita Querzè

L’undicesima edizione del rapporto Save the children sulla maternità: aumenta la differenza tra tasso di occupazione occupazione maschile e femminile dopo la nascita di un figlio

Diffuso il rapporto «Le equilibriste – la maternità in Italia 2026» di Save the children in collaborazione con Istat. Proprio alla vigilia della festa della Mamma. Se ne trae che l’Italia non è un Paese per mamme quando si tratta di mettere insieme maternità e lavoro. E forse è anche per questo se le nascite continuano a diminuire toccando sempre nuovi minimi storici (355 mila nel 2025, meno 3,9% in un anno, 1,14 figli per donna).

Divario del 33% sull’occupazione

La cosiddetta child penalty –  cioè la differenza tra tasso di occupazione occupazione maschile e femminile dopo la nascita di un figlio – è passata dal 32,9% del 2023 al 33% del 2024. Sostanzialmente stabile, ma a un livello altissimo. I ricercatori di Save the children fanno notare che il confronto con coppie omogenitoriali maschili dimostra che si tratta di una penalizzazione legata a stereotipi di genere visto che quando entrambi i genitori sono maschi lo svantaggio c’è solo nei primi anni del bambino, quando le esigenze di

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