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Marco Cappato: «Una legge sul fine vita anche in Piemonte. Cirio deve dare risposte, non può più scappare»

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di Simona De Ciero

Il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni: «Una Regione non può cambiare un diritto stabilito dalla Corte Costituzionale»

«Il governatore piemontese Alberto Cirio non può più scappare dalla legge stabilita con le sentenze della Corte costituzionale». Dal banchetto Luca Coscioni allestito in piazza Castello, a Torino, Marco Cappato — tesoriere dell’associazione — rilancia la raccolta firme per una legge regionale sul fine vita e riapre un fronte politico e civile che negli ultimi mesi ha attraversato casi concreti, tensioni istituzionali e pronunce decisive. Non è la prima iniziativa: nel 2023 oltre 11 mila firme erano state raccolte, ma l’iter si era fermato per una pregiudiziale di incompetenza sollevata dall’allora presidente del Consiglio regionale, in quota Lega, Fabrizio Allasia. Oggi, però, il quadro è cambiato. Mentre in Regione, nonostante le distanze, Alice Ravinale (Avs) e Fabrizio Ricca (Lega) hanno favorito un gruppo di lavoro condiviso, Cappato torna all’attacco: «Non ci sono più alibi».

Cappato: riparte la raccolta firme in Piemonte, dopo mesi segnati da storie molto dure. A che punto siamo?
«Siamo in una situazione in cui il diritto esiste già. Non è più una richiesta teorica. La Corte Costituzionale ha stabilito chi può accedere e ha

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