
di Monica Guerzoni
Mattarella: «Fu un riscatto civile». Mosca, nuove accuse da Soloviev
Per celebrare il 25 Aprile degli ottant’anni della Repubblica il capo dello Stato ha scelto San Severino Marche, medaglia d’oro per la Resistenza. Domani Sergio Mattarella lancerà un appello alla «coesione nazionale» dall’antico borgo marchigiano, che fu assediato da reparti nazisti e fascisti e strenuamente difeso dai partigiani del Battaglione Mario. Sarà una cerimonia altamente simbolica. Un momento di «riflessione collettiva» e un richiamo a tutti gli italiani, perché sappiano custodire, far vivere e trasmettere alle giovani generazioni quel «patrimonio» morale che l’Italia conquistò con la guerra di Liberazione, «riscatto morale e civile di un popolo». Una straordinaria stagione di impegno civile, nata da uno «slancio delle coscienze» e «decisiva» per il destino del Paese.
Libertà, giustizia, pace, democrazia. In nome di questi quattro valori conquistati «a caro prezzo», espressione della Resistenza «all’oppressione nazifascista» e fondamento della Repubblica, Mattarella rilancia uno dei pilastri della Costituzione. «L’Italia ripudia la guerra», è scolpito all’articolo 11 e il presidente lo declina così: «Nel ricordare il sacrificio di quanti hanno combattuto per restituirci la libertà, ribadiamo l’impegno della Repubblica italiana in favore della pace, del rispetto dei diritti




