Il numero uno della Figc ha preso atto della decisione di Paolo e Leonardo: non c’erano più fiducia e condivisione. Domenica sera era stato l’ex capitano del Milan a comunicare a Pirlo l’impossibilità di procedere
Giornalista
28 luglio – 07:41 – MILANO
Sedici giorni. Se non è un record, poco ci manca. L’avventura in Nazionale di Paolo Maldini e Leonardo sarà ricordata per una celerità senza precedenti nella storia del calcio italiano. Ma anche per le tante polemiche che hanno segnato l’intera vicenda, dall’inizio alla fine. A cominciare da una trattativa complessa, durata settimane, per trovare l’intesa. Una fragile intesa, verrebbe da dire, visto che tutti i nodi emersi in sede di negoziazione si sono poi ripresentati – puntualissimi – al momento di tirare le fila. Altro che “condivisione”. Troppo distanti le visioni, presenti e future, delle due parti: Malagò puntava su un profilo d’esperienza per ottenere risultati immediati, Maldini e Leonardo a costruire in casa il commissario tecnico del domani. Su queste basi, trovare una sintesi sembrava quasi una missione impossibile. E infatti così è stato. Al netto dei tentativi per Carlo Ancelotti e




