
di Roberto Gressi
L’ultimo allarme da Goffredo Bettini: «Non vorrei che il Campo largo diventasse così largo da ospitare dei Cavalli di Troia». Banche e Ue nel mirino dei partiti
Certo che adesso si ricomincia. Manca un anno alle Politiche, un po’ (poco) si dialoga e un po’ (molto) si trama sulla legge elettorale, i sondaggi sventolano il pareggio, rispunta l’ombra dei governi tecnici, si guarda con sospetto a Forza Italia con la famiglia Berlusconi e al Pd con i riformisti e non solo, senza contare poi che la prossima legislatura eleggerà il nuovo presidente della Repubblica. E, almeno per definizione, i poteri forti ci sguazzano.
Ieri, sul Foglio, il tema l’ha rilanciato Goffredo Bettini: «Ho tanto lavorato per il Campo largo, ma non vorrei che diventasse tanto largo da ospitare dei cavalli di Troia. È evidente dalla grande stampa e da come si muovono i poteri forti italiani: vanno in cerca di pareggi, di nuove ammucchiate, di nuovi tecnici, salvatori della patria. E considerano Conte il più irriducibile avversario a questi esiti».
Ma che accidenti combinano questi poteri forti? Stanno contro il popolo, per definizione, pure se il popolo c’è poi chi lo tira




