
di Camilla Bianchi
Il racconto dell’imprenditore: «Mio padre mi voleva ingegnere, io giravo di notte con le orchestrine. La svolta con l’idea della frequenza unica in tutta Italia. Pago 250 stipendi al mese ed è il mio orgoglio»
Il prossimo anno Lorenzo Suraci festeggerà 40 anni da patron di Rtl 102.5. Classe 1952, origini calabresi e una vita trascorsa nel profondo nord, negli anni Settanta lascia l’Università per affiancare lo zio, direttore dell’Inps di Bergamo, che nel tempo libero fa l’agente teatrale e gira l’Italia in cerca di ingaggi per le orchestre.
Una gavetta iniziata presto.
«Nella vita ho sempre avuto fame, mai stato con le mani in mano. Al liceo vendevo il giornalino studentesco, arrivato a Bergamo dalla Calabria ho preso a vendere libri. I miei genitori lavoravano in Posta, tre figli maschi da crescere e da far studiare, le possibilità erano quelle che erano. Da primogenito ho tirato la carretta. I miei fratelli si sono laureati, io sono stato un po’ la pecora nera della famiglia. Mio padre mi voleva ingegnere e invece andavo in giro di notte con le orchestrine. È stata dura fargli capire che anche quello era un lavoro».
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