di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
L’economista chiede di sottrarre al miliardario il controllo della rete satellitare dopo le accuse di aver limitato le comunicazioni militari ucraine: «La sicurezza nazionale non può dipendere dalle decisioni di un imprenditore»
Un imprenditore può decidere se un esercito deve essere in grado di difendersi? E se quell’imprenditore è Elon Musk, proprietario di Starlink, fino a che punto può spingersi il diritto di disporre liberamente della propria azienda? Per Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia, la risposta è netta: nessun privato può avere il potere di decidere, da solo, le sorti militari di un Paese alleato degli Stati Uniti. E se per impedirlo fosse necessario sottrargli il controllo di un’infrastruttura strategica, anche attraverso un intervento temporaneo dello Stato, bisognerebbe farlo.
«È ora di togliere Starlink a Elon Musk». È il titolo, senza possibilità di equivoci, dell’ultimo intervento pubblicato dall’economista su Substack. Una presa di posizione durissima, che parte dalle rivelazioni sulle restrizioni imposte alle comunicazioni satellitari dell’esercito ucraino e arriva a chiamare in causa Franklin Delano Roosevelt, la Seconda guerra mondiale e un precedente quasi dimenticato della storia americana.
Il caso Ucraina e le accuse




