di Corriere Animali
Carabinieri e procura di Parma sgominano un’organizzazione che agiva sull’asse Italia-Serba. L’Enpa: «Fare piena luce e aiutare i cani che non hanno colpe»
Cani meticolosamente preparati all’inferno dell’arena, con tapis roulant per rinforzare i muscoli fin da cuccioli, catene d’acciaio pesantissime e collari zavorrati da chili di piombo. E poi, negli armadietti, fiale di steroidi affiancate da calendari dove registrare ogni dose di doping, prima dell’ingresso in ring «regolamentari» realizzati con assi di legno e moquette sintetica per non far scivolare le zampe. Sono i dettagli emersi dall’imponente blitz coordinato dalla Procura di Parma, che nei giorni scorsi ha smantellato un’organizzazione transnazionale di combattimenti clandestini tra pitbull.
Un’operazione che ha visto impegnato un imponente dispositivo di forze dei carabinieri: dal Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaaf) di Parma al Reparto specializzato nei reati in danno agli animali dei carabinieri (Soarda), affiancati dai militari del Centro anticrimine natura di Catania, dal Nucleo Cites (per le specie protette) di Venezia e dai Nipaaf di Bergamo, Pavia, Pisa, Grosseto e Rieti, sostenuti dai comandi dell’Arma territoriali.
L’esecuzione dei decreti di perquisizione e sequestro ha portato al salvataggio di 24 pitbull, sottratti a un circuito




