
di Silvia Morosi
Secondo uno studio pubblicato su «Nature Ecology & Evolution» la presenza umana e i centri abitati stanno aiutando lo sciacallo a torvare condizioni ideali per aumentare la sua presenza, occupando fino al 75% del territorio
La presenza umana sta aiutando lo sciacallo dorato (Canis aureus) a espandersi in tutta Europa, creando una sorta di «scudo» contro quello che nel Continente viene considerato il predatore apicale per eccellenza: il lupo. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution, guidato dall’Istituto nazionale francese di ricerca per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente (Inrae)- al quale ha partecipato anche l’Italia (attraverso il Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, l’Università Sapienza di Roma, il National Biodiversity Future Centre di Palermo, il Museo di Storia Naturale del
Friuli a Udine, il Gruppo di ricerca Therion di Gorizia e il Servizio
Foreste della Provincia Autonoma di Trento) – al momento la specie è concentrata soprattutto nella parte Sud-orientale e centrale del continente, ma potrebbero presto diffondersi occupando fino al 75% del territorio, cioè quasi sei volte l’area attuale. A favorire questo fenomeno è soprattutto
l’azione dell’uomo, anche se in modo involontario: la vicinanza ai centri
abitati costituisce, infatti,




