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Lo sceriffo Orsato e la nuova legge: “Più arbitro, meno Var”. Ma così si rischia di esagerare…

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Svolta radicale con il nuovo designatore, già poco amante della tecnlogia quando era in campo. Sminuire il parere dei colleghi di Lissone, però, può avere delle controindicazioni

Il 26 aprile 2021, al 51’ di Lazio-Milan, Correa segnò il 2-0. Il Var Mazzoleni richiamò l’arbitro Orsato all’On Field Review. Il fallo di Leiva su Calhanoglu era evidente, ma Orsato reagì come Totò con il senatore Cosimo Trombetta: “Ma mi faccia il piacere…”. E confermò il gol. Scene simili in Spezia-Torino (2021) e Spezia-Cagliari (2022). Non c’è stato arbitro che abbia dimostrato tanta personalità (e gusto) nel rimbalzare il Var. D’altra parte, il fischietto vicentino, all’alba dell’innovazione, l’aveva detto chiaro che non gradiva la tecnologia. È stato coerente da arbitro e lo è ora da designatore imponendo la linea: “Più arbitro, meno Var”. Lo sceriffo è tornato in città. La sua stella è legge. 

serie a…senza var—  

Nella prima giornata di campionato: nessuna chiamata al video. Una svolta radicale. Un po’ ci voleva, diciamolo. Ormai era un andirivieni continuo. I poveri arbitri macinavano più km di Barella, convocati per ogni pretesto. “Ricordati che devi morire!”. Lo Zufferli di turno impugnava il taccuino delle ammonizioni: “Mo’ me lo segno…”. Ma ora c’è il

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