
di Maria Egizia Fiaschetti
Primo via libera. I dem: la nostra una scelta costruttiva
Il cortocircuito — l’astensione del Pd dal voto sulla riforma costituzionale per rafforzare i poteri di Roma Capitale, mentre M5S e Avs l’hanno respinta — infiamma lo scontro politico. La premier, Giorgia Meloni, cristallizza in una nota le sue reazioni alla mossa dei dem: «Con amarezza e stupore dobbiamo registrare la decisione del Partito democratico». La presidente del Consiglio si dice colpita «perché, come è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell’esame parlamentare le proposte presentate dal sindaco Roberto Gualtieri. Oggi (ieri, ndr) però, il Partito democratico decide di non rispettare gli impegni presi e di interrompere un processo costituente pienamente condiviso, che aveva visto finora il pieno coinvolgimento del Campidoglio e della Regione Lazio».
Di fronte all’«impossibilità» di attuare riforme condivise con il principale partito di opposizione, Meloni attacca: «I responsabili di questa scelta hanno nomi e cognomi. Il Pd e il sindaco Gualtieri dovranno rendere conto di questa scelta di fronte ai cittadini». Le battute finali suonano come un alert: «A questo punto mi pare che non ci siano i margini per andare avanti con il provvedimento,




