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Caso Minetti, controlli sull’adozione. Polemiche in Uruguay: fu irregolare

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di Francesco Battistini

Le accuse della stampa locale. La Procura: verifiche rapide, anche sul suo stile di vita

DAL NOSTRO INVIATO
MONTEVIDEO – Como el Uruguay no hay. Non ce n’è, come stare qui. Lo dicono i dépliant e José&Nicole ci han sempre creduto. Che vita uruguagia, che vita smeralda. Adesso bisogna vederci chiaro, però. Perché el Paesito è piccolo, la gente mormora, dall’Italia chiedono e anche la stampa di qui, adesso, lo strilla: ci fu una «procedura che è sempre stata considerata altamente irregolare», dietro l’adozione di quel bambino, e una fonte interna all’Inau — l’Istituto per l’infanzia e l’adolescenza — rivela che il piccolo chiamava quei due «mamma e papà», questo sì, e pure chiedeva sempre di loro, ma nei tre anni che ci vollero per l’affidamento più di qualcosa non quadrò. Un vice di Carlo Nordio liquida come «balla spaziale» il fatto che le indagini italiane si limitarono al perimetro di casa nostra e se ne infischiarono del ranch Gin Tonic. 

Un avvocato di Montevideo, che resta anonimo, ricorda il contrario. E dice che comunque «bastava fare qualche domanda in giro». Anche alla Procura generale di Milano non servirà molto, per le nuove verifiche dopo il parere

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