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La «guerra segreta» della Cia (e di Trump) in Messico

La «guerra segreta» della Cia (e di Trump) in Messico Agenti della Cia in missione segreta con agenti federali messicani contro il narcotraffico, ma all’insaputa del governo 

di   sara gandolfi

Bentrovati.
La patria di Zapata e di Frida Kahlo è diventata un narcostato? Davvero, come ha detto più volte Donald Trump, «i Cartelli ormai governano il Messico»? Certo è che tra le due nazioni corrono in questi giorni tensioni latenti, molti misteri e qualche colpo basso, proprio mentre i diplomatici stanno negoziando il rinnovo dell’Accordo di libero scambio Usa-Messico-Canada e a poco più di un mese dal calcio di inizio dei Mondiali ospitati nei tre Paesi nordamericani. 
Ieri sera, la Procura degli Stati Uniti ha incriminato per narcotraffico l’attuale governatore di Sinaloa, Rubén Rocha Moya, esponente del movimento Morena cui appartiene anche la presidente Sheinbaum, e altri nove funzionari statali: avrebbero collaborato con il famigerato cartello di Sinaloa per inviare droga negli Usa. 
Secondo le autorità statunitensi, il gruppo criminale di Los Chapitos avrebbe interferito nel processo politico che nel 2021 ha portato Rocha Moya al potere attraverso atti di intimidazione e sequestri ai danni di oppositori politici. Inoltre, sia

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