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Licenziò il suo segretario per «vendetta», nessuna immunità per il politico che rischia di dover pagare 90 mila euro

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di Dafne Roat

La Procura ipotizza una «grave negligenza» nella predisposizione del provvedimento di licenziamento che ha prodotto un danno alle casse del Consiglio provinciale che all’epoca era presieduto da Walter Kaswalder

Nessuna «immunità« per il consigliere Walter Kaswalder. La Terza sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei Conti riapre il caso del licenziamento dell’ex segretario particolare Walter Pruner e annulla la sentenza della Sezione giurisdizionale trentina. Si riparte dall’inizio. Almeno sul piano erariale.

La sentenza

La Cassazione a settembre 2024 aveva definito il licenziamento «una vendetta», confermando la sentenza d’appello, sezione lavoro, della Corte di Trento. Ma sulla responsabilità contabile i magistrati trentini avevano stoppato la richiesta della Procura riconoscendo un «difetto di giurisdizione». Ora i giudici romani impongono un nuovo vaglio della magistratura contabile. La Terza sezione ha accolto l’impugnazione della Procura regionale della Corte dei Conti e ha disposto che il giudizio sulla responsabilità contabile debba nuovamente celebrarsi davanti alla Sezione giurisdizionale di Trento. «Massimo rispetto per le sentenze», commenta, stringato, l’ex presidente del consiglio provinciale.

Il danno erariale 

La Procura regionale aveva citato in giudizio Kaswalder per il danno indiretto, pari a 89.696 euro, che l’ex presidente avrebbe causato all’organo legislativo in seguito al

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