
La leva, per esempio, non è un semplice joystick travestito da cambio manuale. Alla sua base trova posto un complesso cinematismo realizzato con componenti in acciaio ad alta resistenza lavorati dal pieno, progettati per ricreare fedelmente le resistenze, gli scatti e i carichi tipici di un cambio tradizionale Ferrari. Ogni innesto genera una variazione di forza percepibile sulla mano, mentre un sistema di blocco impedisce fisicamente di inserire una marcia quando la frizione non è premuta o l’operazione non è consentita. Persino il rumore prodotto dalla leva durante il movimento è stato sviluppato ad hoc, perché anche il suono contribuisce alla percezione della meccanica.
Per chi se lo stesse chiedendo: sì, il cancelletto è quello vero. E, come da tradizione, conserva i sei innesti più la retromarcia. In manuale, quindi, la settima e l’ottava spariscono (rimangono, invece, se si guida in modalità automatica). Una scelta inevitabile per mantenere la geometria classica del selettore Ferrari e restituire alla vista – e al tatto – esattamente ciò che ci si aspetta da una leva con griglia.




