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LEuropa vuole meno Cina nelle auto: il piano passa da riciclo e terre rare

imageIl riciclo delle terre rare per ridurre la dipendenza dalla Cina

E arriviamo così alle terre rare, quei diciassette elementi fondamentali per creare tutto ciò che è tecnologico (i magneti in particolare) e che oggi sono quasi interamente in mano alla Cina, che da sola ne gestisce più del 60% della produzione mondiale e oltre il 90% della raffinazione. L’Europa sta quindi tentando di guadagnarsi un mercato, ma, visti i tempi lunghissimi (tra esplorazione, individuazione dei siti, apertura delle miniere e raccolta dei primi frutti possono passare anche dieci anni), per ora pensa al riciclo. E così le terre rare entrano anche nel nuovo regolamento.

A 35 mesi dalla sua entrata in vigore, la Commissione dovrà valutare l’adozione di obiettivi di contenuto minimo riciclato di neodimio, disprosio, samario, praseodimio, terbio e boro, gli elementi più strategici. «Su questo tema», conclude Ferracin, «il movente geoeconomico del legislatore è del tutto evidente. Già nel 2025 ha imposto restrizioni all’esportazione di sette terre rare, per proteggere gli approvvigionamenti dei settori automotive e difesa. Ora gli obiettivi di contenuto riciclato mirano a stimolarne separazione e riciclo per alleggerire la dipendenza dalle offerte extraeuropee. Il periodo di 35 mesi è adeguato: l’Europa non ha ancora

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