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Legge elettorale, Meloni avverte le truppe: «Se il governo andrà sotto alla Camera ne dovremo trarre le conseguenze»

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di Simone Canettieri

L’ipotesi del voto anticipato. La premier: «Pronta al duello con il candidato di sinistra»

In pubblico lo escludono (quasi) tutti, in privato non parlano d’altro. L’ipotesi di un voto anticipato in primavera — magari agganciato alla tornata elettorale delle Amministrative nelle grandi città — aleggia ovunque. Prima c’è la legge elettorale da portare a casa. Ieri la premier in Consiglio dei ministri ha avvisato le truppe: «Se il governo andrà sotto alla Camera ne dovremo trarre le conseguenze». Su due articoli ci sarà la fiducia, posta ieri in Cdm dal governo, ma il voto finale sarà, con ogni probabilità, segreto. Per l’occorrenza sono tutti convocati. «A partire dai sottosegretari che spesso si trovano in missione mettendo a rischio i numeri della maggioranza». Non si segnalano manovre, per ora, dei franchi tiratori (ma è presto e la pensione fa gola a tutti).

Ufficialmente quello di Meloni in Cdm è stato l’unico accenno chiaro alla possibilità di ritorno anticipato alle urne, ma come conseguenza di un incidente e non come spinta o volontà politica di Palazzo Chigi. L’aria di campagna elettorale però si respira anche da queste parole: «Se ci sarà un candidato premier vero di

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