
di Monica Guerzoni
Il «giallo» delle bozze del decreto scuola. Le indicazioni (recepite) del Quirinale: il Colle ha spinto per inserire esenzioni in modo da «garantire il diritto all’istruzione»
Il verdetto del giurista del Colle arriverà solo quando Sergio Mattarella avrà «studiato» le 19 pagine del decreto Scuola, articolo per articolo, comma per comma. Il capo dello Stato ieri era Torino e non ha avuto il tempo materiale di immergersi nell’esame del provvedimento, che ha innescato aspre polemiche e anche qualche frizione con Palazzo Chigi. Al di là del timore che le conseguenze ricadranno sulle spalle dei presidi, la prima impressione che circolava a sera al Colle è che il governo abbia recepito gran parte dei consigli e dei moniti.
La prova è nel confronto fra le prime bozze zeppe di cancellature e il testo finale. Nel governo, dove c’è chi riconosce la difficoltà di applicare il tetto del 30% in zone ad alta densità di immigrati, si parla di «ragionevole compromesso». E se l’opposizione grida «vergogna», in maggioranza prevale la convinzione che «Mattarella firmerà».
La retromarcia più vistosa, che per ore ha alimentato il «giallo», è all’articolo 11, «Interventi urgenti per la promozione dell’integrazione».




