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Lega, per Salvini congresso in discesa. I nordisti «rinunciano» alla sfida

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di Cesare Zapperi

Lega, a presiedere i lavori a Milano sarà Lorenzo Fontana e non Giorgetti

Di sicuro non ci sarà un candidato segretario alternativo. E forse nemmeno una mozione per sottoporre ai militanti chiamati a congresso le richieste di riassetto del partito in senso federalista. Ora che i contorni del congresso straordinario della Lega voluto da Matteo Salvini sono stati definiti, il fronte nordista sta valutando come giocare una partita che ha un esito scontato: la rielezione, per acclamazione, del leader uscente.

Per quanto il segretario a più riprese abbia invitato chi non condivide la sua linea politica a farsi avanti, giocando le proprie carte davanti alla base, nessuno dei critici ritiene vi siano le condizioni per affrontare la sfida. I 700 delegati (400 elettivi e il resto di diritto per le cariche ricoperte) che si ritroveranno a Milano sabato 24 e domenica 25 ottobre sono gli stessi che nell’aprile di un anno fa hanno decretato all’unanimità la conferma di Salvini alla guida del partito. Improbabile, se non impossibile, che quell’orientamento sia cambiato (e di certo non in maniera minimamente significativa).

Indicativa, in questo senso, la risposta data dal presidente della Lombardia Attilio Fontana,

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