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Flessibilità dalla Ue contro l’inflazione: il «mandato» che chiederà Meloni

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di Marco Galluzzo

Il discorso in Aula prima del Consiglio europeo

Alla maggioranza, in Parlamento, Giorgia Meloni chiederà come sempre un mandato ampio. Un mandato per chiedere misure sulla competitività europea e in primo luogo, dentro di queste, sui prezzi dell’energia. O per continuare a insistere su un allentamento degli Ets, la fiscalità sulle emissioni di anidride carbonica che pesano sulla nostra economia come su tante altre.

Ma in primo luogo, alla vigilia del Consiglio europeo, il sostegno e la condivisione della sua maggioranza servirà a rafforzare quello che al momento è il più urgente dei dossier, che di fatto allarga lo spettro delle richieste finanziarie dell’ultimo anno. L’ultima, ancorché difficile e tutta in salita, rivendicazione di Roma è infatti un allentamento delle regole fiscali di circa 4 miliardi di euro che tenga conto degli extra costi dell’inflazione non programmata per il sistema Paese.

Ma se il mandato che chiederà oggi la presidente del Consiglio sarà condito da toni e parole che probabilmente ricalcheranno un sentiero elettorale, quello sul quale Bruxelles torna a far capolino come potenziale imputata di gap e lentezze intollerabili, quell’Europa «a cui non faremo e non abbiamo mai fatto sconti, nel

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