
di Cesare Zapperi
Oggi il voto sul segretario: la sfida tra Salvini e Garavaglia. Romeo attacca: il problema non è dentro la Lega, è la gente fuori che non ci vota più
Roberto Calderoli ha preparato il terreno, Claudio Durigon ha portato il seme, Matteo Salvini oggi lo pianterà. Se saran rose, fioriranno e Luca Zaia, dopo diversi tentativi andati a vuoto, entrerà a far parte del gruppo dirigente che porterà la Lega alle elezioni politiche del prossimo anno. La prima giornata del congresso straordinario nasce in un clima infiammato dall’intervento ad alzo zero del segretario lombardo e capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e si conclude con la prospettiva di una pax leghista da siglare oggi prima che vada in scena la conta, a quel punto non più così rilevante, tra il leader uscente e lo sfidante Massimo Garavaglia.
L’assemblea, tenuta incomprensibilmente blindata dal contatto con i giornalisti, approva infatti all’unanimità una modifica dello statuto che introduce una nuovo organismo, la segreteria politica, composta dal segretario e da un numero massimo di 9 componenti, da nominare scegliendoli tra i livelli nazionale, regionale e locale. Questo è lo strumento. Durigon, in veste di «ventriloquo» di Salvini, butta lì




