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Youssef e il Movimento 17 ottobre, la Lega bresciana: «La città è in pericolo»

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di Redazione Brescia

Ceretti e Gandellini: «Nessuna giustificazione, nessuna pietà ideologica. La sicurezza dei bresciani viene prima di tutto. Chi non lo capisce è parte del problema»

«Basta. Basta con le scuse, basta con i distinguo, basta con l’ipocrisia. Youssef Siher, la mente del “Movimento 17 ottobre”, è stato fermato. Un trentenne italiano di seconda generazione, residente in provincia di Brescia, che partendo da qui ha potuto organizzare e promuovere la rete di disordini, saccheggi e violenza che ha devastato le piazze del Nord Italia. Brescia è diventata la base di chi vuole portare il caos». Così, in una nota, Alessandro Ceretti e Sebastiano Gandellini, rispettivamente coordinatore provinciale Lega Giovani Brescia e segretario Lega Brescia.

«Questa residenza non è un dettaglio anagrafico: è una ferita aperta sul territorio. Significa che chi istiga, coordina e giustifica la guerriglia urbana opera da qui. Siamo vulnerabili, esposti e quella parte politica che chiude gli occhi è responsabile – continuano -. La città è in pericolo. Chi continua a parlare di “proteste sociali” mentre le vetrine vanno in frantumi e le strade diventano campi di battaglia è complice. È arrivato il momento che tutta la politica, bipartisan e senza scappatoie, condanni senza se e senza

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