
Succede nel 70% dei casi in India e nel 33% in Italia, dove la usa già il 62% degli addetti front-desk nelle medie e grandi imprese. Il problema è che si perde la capacità di decidere. I nuovi dati
Alla vigilia del G7 di Evian, il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto a Nizza il 14 giugno il primo ministro indiano Narendra Modi per inaugurare «Bharat Innovates 2026», primo grande salone delle tecnologie indiane, con 120 startup deep-tech al Palais des Expositions. L’India, ormai terza potenza tecnologica mondiale, capace di formare oltre un milione di ingegneri l’anno, è anche il Paese che ha adottato più rapidamente l’intelligenza artificiale: la usa il 95% dei lavoratori. Mentre in Francia e in Italia è il 62% degli impiegati front-desk, nelle medie e grandi imprese, a utilizzarla ogni settimana.
Sono i dati rivelati il 3 giugno dal survey mondiale «Ai at Work» del Boston consulting group. Un’indagine condotta su 11 mila 749 impiegati e manager di aziende da diecimila dipendenti in su, in 14 mercati, per capire come l’intelligenza artificiale sta ridefinendo la natura e l’organizzazione del lavoro, con quali rischi e benefici.
Pro e contro
Quasi tre quarti degli intervistati (72%) afferma che l’intelligenza




