
di Michela Mantovan, Elisabetta Soglio, inviate a Venezia
L’attrice a «Che Spettacolo!»: «Poca meritocrazia. La rottura con Moretti? Basta polemiche»
Dalle nostre inviate a Venezia Michela Mantovan, Elisabetta Soglio
VENEZIA «Quando ero giovane un po’ mi vergognavo di dire che facevo l’attrice perché mi sembrava un mestiere poco serio». Laura Morante, 70 anni e non lo diresti proprio, poi però in quel mondo ci si è ritrovata anche se col suo modo diretto non risparmia critiche al sistema cinema: «In Italia sembra che esistano solo quattro attori», osserva da Venezia, dove è venuta a ritirare il premio Nuovo Imaie alla carriera.
Anche le due figlie hanno scelto questa professione: «Ma oggi è davvero un mestiere precario, pieno di incognite, non meritocratico e loro mi sembrano un po’ disarmate».
Non è come quando iniziò: lasciata Grosseto per Roma col sogno di diventare danzatrice, dopo il primo ingaggio con la coreografa Patrizia Cerroni, fu Giuseppe Bertolucci a notarla in uno dei «teatrini» dove si esibiva con la sua compagnia e ad affidarle il primo ruolo in Oggetti smarriti del 1980.
Da lì, tanti incontri con registi importanti, a partire da Bernardo Bertolucci («Quando girava era sempre entusiasta,




