
di Davide Frattini
Allerta a Gerusalemme. Gli 007: «Ci attaccheranno». Nel nuovo ciclo di scontri limitati che va avanti da una ventina di giorni, i più colpiti sono stati i Paesi del Golfo
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – La scorsa settimana erano sicuri che l’attacco ci sarebbe stato e gli americani non li avevano avvertiti del cambio di umore presidenziale. Questa volta un «funzionario di alto livello» spiega nel pomeriggio «di non saperne niente, di non aver ricevuto richieste per unirsi ai raid», ma qualche ora dopo un’altra fonte anonima da Gerusalemme avverte: «Ore drammatiche».
Gli israeliani aspettano che scenda la calura — oltre 42 gradi — mentre lo stato maggiore alza il livello di allerta e l’intelligence valuta che «i pasdaran sono pronti a bersagliarci anche se non prendiamo parte alle operazioni». I telegiornali locali entrano in clima di guerra e riportano con apprensione le rivelazioni del Washington Post: il generale Alexus Grynkewich, comandante delle forze statunitensi in Europa, ha avvisato il Pentagono di non avere navi sufficienti nel Mediterraneo per «proteggere Israele dai missili balistici lanciati dall’Iran». In caso di un attacco massiccio sarebbe costretto a scegliere di difendere l’America e gli americani prima dello Stato ebraico.




