
La violenza degli attacchi di Trump sta regalando all’Europa un appeal che forse non aveva mai avuto prima
A Yerevan, in Armenia, si sono viste prove dell’Europa che potrebbe essere. Al vertice della comunità politica europea, che è una piattaforma voluta dal ’22 da Macron per allargare il dibattito sull’Europa, il dibattito strategico sull’Europa a Paesi non dell’Unione europea, quindi non soltanto Unione Europea. Infatti erano una quarantina i Paesi presenti. E soprattutto due personaggi vanno tenuti d’occhio in quel vertice, il vero ministro della difesa europeo e il possibile 28.º membro dell’Unione.
Non sto delirando, sto soltanto portandomi avanti, concedendo qualcosa alla fantapolitica. Il vero ministro della Difesa europeo non è altro che Volodymyr Zelensky, il presidente dell’Ucraina, cioè il presidente del Paese che da oltre quattro anni, sta resistendo all’invasione russa e ha un milione di soldati armati e addestrati al combattimento da questi anni di guerra.
E ha sviluppato peraltro una sofisticata tecnologia sui droni proprio per combattere contro i droni lanciati dalle truppe di Putin. Bene, quello è l’unico vero esercito europeo e l’unica vera frontiera che l’Europa ha protetta grazie agli ucraini. In questo senso, ovviamente Zelensky è il ministro della Difesa




