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Beccalossi: “Io, l’Inter, Platini, le sigarette e la Milano di notte. Vorrei essere ricordato come uno vero”

L’ultima intervista alla Rosea dell’ex stella nerazzurra: “Ero ingestibile, ma spontaneo. Portavo i capelli lunghi per proteggermi. I nerazzurri la squadra di sempre”

G.B. Olivero

6 maggio 2026 (modifica alle 10:09) – MILANO

Ripubblichiamo integralmente l’ultima intervista alla Gazzetta dello Sport di Evaristo Beccalossi, scomparso il 6 maggio a 69 anni, e realizzata il 9 agosto 2023. 

Becca, da dove partiamo? “Dalle sigarette. Arrivai a Milano a 22 anni da Brescia, andai subito in piazza Duomo, accesi la Marlboro rossa, chiusi gli occhi e me la gustai. Era cambiato tutto”. Evaristo Beccalossi ci porta a fare un giro in un calcio che non c’è più e che, però, ha fatto amare ai ragazzi dell’Under 19 che hanno vinto l’Europeo. Lui era il capo delegazione, ma soprattutto il confidente, l’amico che non t’aspetti, il consigliere che non vuole dare consigli ma solo aprirti gli occhi e farti vedere le cose da un altro punto di vista. Il suo. Becca ci aspetta in quello che chiama “ufficio”: ristorante Totò, periferia milanese, non lontano da San Siro. Non è strano che “l’ufficio” sia un posto pubblico: Evaristo ama la gente, la gente ama

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