di Giuliana Ferraino
Il metodo di Musk è semplice: smonta un problema partendo dalle leggi di base della fisica per poi rivoluzionare mercati da anni immobili
Il sogno resta Marte. Ma la tappa che consegna Elon Musk ai libri di storia è arrivata molto prima del pianeta rosso: con la quotazione record di SpaceX al Nasdaq, l’imprenditore nato a Pretoria è diventato il primo uomo a superare la soglia del trilione di dollari di patrimonio stimato. Un traguardo che raggiunge poche settimane prima di compiere 55 anni, il 28 giugno, e che rappresenta il punto più alto di una carriera trascorsa a sfidare convenzioni industriali e previsioni degli esperti.
Quella di Musk, però, non è una storia di ricchezza. È il percorso di un imprenditore che ha costruito il proprio impero entrando in settori dai quali gli investitori, di norma, tendono a stare lontani. Troppo costosi, troppo regolamentati, troppo rischiosi. L’industria automobilistica (con Tesla), i lanci spaziali (SpaceX), le telecomunicazioni satellitari (Starlink), l’intelligenza artificiale (xAI).
Poche ore prima della campanella a New York, Musk ha inviato una mail ai dipendenti. Ha spiegato che l’Ipo non serve a fare cassa e che nessuno deve considerare




