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La rivoluzione di Djokovic: “I giovani non ci seguono, servono partite più brevi e un reset del tennis”

Il campione serbo invoca una riforma netta per avvicinare tutti alla racchetta

Luigi Ansaloni

Collaboratore

30 giugno – 12:55 – MILANO

Partite più veloci, basta immobilismo, regole da cambiare dalle fondamenta e più rispetto per i giocatori. Novak Djokovic è stato protagonista nel lunedì di Wimbledon non solo in campo ma soprattutto fuori. Dopo la vittoria contro Wu nel primo turno dei Championships, l’ex numero uno del mondo ha approfittato della conferenza stampa serale (oltre la mezzanotte), davanti a una platea ormai ridotta di giornalisti, per affrontare i temi che da tempo considera centrali per il futuro del tennis. Argomenti che Djokovic continua a ribadire da tempo per quella che, dice lui, è addirittura una lotta per la sopravvivenza dello sport stesso. E per fare questo, ci vuole una rivoluzione.

le parole di nole—  

“Il tennis ha tantissimi problemi che non stiamo affrontando – dice Djokovic -. Servirebbe una riforma con tutte le parti coinvolte sedute allo stesso tavolo. Ma questo, al momento, non sta succedendo. Con la Ptpa commissionammo uno studio che mostrava come l’età media degli appassionati fosse di 61 anni, I giovani magari

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