
di Sara Gandolfi, inviata a Caracas
I «rimpatriati» (nell’ambito del programma «Grande Missione Ritorno in Patria») erano nell’Hotel Santuario La Llanada a La Guaira. Poche ore dopo le due scosse micidiali che hanno devastato lo stato a nord di Caracas
Il volo 164 dal Texas è atterrato il 24 giugno all’aeroporto internazionale di Maiquetía, con il suo carico di umanità «respinta». A bordo, 147 venezuelani deportati dagli Stati Uniti: 120 uomini, 19 donne, 5 ragazzi e 2 ragazze. Appena sbarcati, sono stati alloggiati all’Hotel Santuario La Llanada a La Guaira dove avrebbero dovuto effettuare le procedure burocratiche di immigrazione. Poche ore dopo, invece, sono arrivate le due scosse micidiali che hanno devastato lo stato a nord di Caracas.
Di quell’edificio, e dell’umanità che conteneva, è rimasto ben poco. Soltanto 12 dei 147 passeggeri di quel volo «maledetto» sono sopravvissuti.
I deportati sono riusciti a parlare brevemente con le famiglie che li aspettavano in patria, prima che la terra cominciasse a squarciarsi. E sono stati proprio parenti e amici a lanciare l’allarme sui social network, accusando le autorità di aver impedito a quelle 147 persone di lasciare il complesso alberghiero, trasformandolo in una trappola mortale.
Il rientro del volo




