
di Paolo Valentino
L’impennata del prezzo del petrolio è stata solo una (insufficiente) boccata di ossigeno. La lettera riservata del ministro delle Finanze russo al Cremlino svelata dal «Financial Times»
Non basta alla Russia di Vladimir Putin il bonus finanziario avuto dalla crisi di Hormuz e dal forte aumento dei prezzi del petrolio. E non convince più nessuno l’idea che Mosca sia tra i vincitori della partita in Medio Oriente. Il costo della guerra in Ucraina comporterà infatti per l’anno in corso uno sforamento del bilancio russo di oltre 2 mila miliardi di rubli, pari a 28 miliardi di dollari, con il rischio di raddoppiare nel caso di uno «scenario negativo».
Se il conflitto dovesse continuare, l’eccesso di spesa nel 2027 e 2028 sarebbe di 4 mila miliardi di rubli l’anno. Lo ha scritto il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, in una lettera riservata al Cremlino, il cui contenuto è stato rivelato dal Financial Times. Siluanov ha chiesto al governo di congelare ben 3 mila miliardi di rubli di spesa pubblica non militare — sanità, pensioni e welfare — per quest’anno e 5.400 miliardi per il 2027, in modo da poter coprire il costo crescente della




