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La difficile sfida dell’accordo di Beirut: come reagirà Teheran? Domande (e risposte)

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di Anna Momigliano

La guerra è tra Israele e Hezbollah, ma l’accordo è con il governo di Beirut: come riuscirà a controllare il Sud del Paese, per ora controllato dalle milizie?

La guerra è tra Israele ed Hezbollah, eppure l’accordo — per il momento in fase preliminare — è tra Israele e il Libano. In mezzo, c’è Hezbollah. Che, in misure diverse, è il nemico di entrambi i governi. Ma che si comporta come il padrone di casa in una bella fetta del territorio libanese. Il punto sta precisamente qua: ripristinare il controllo del governo — e quindi dell’esercito — libanese sul Sud del Paese. 

1. Qual è il cuore dell’accordo?

Stando a quanto trapelato sulla stampa araba e israeliana, il piano, da confermare, prevede la creazione di «zone pilota»: aree che devono essere trasferite sotto il controllo dell’esercito libanese. Se le forze regolari di Beirut riusciranno a mantenere il controllo delle «zone pilota», il modello sarà espanso. 

2. C’è un accordo sulle «zone pilota»?

No, e questo è uno dei punti più deboli del negoziato allo stato attuale. In base alle indiscrezioni, pare che Israele e Beirut abbiano due idee diverse sul dove creare le prime «zone

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