
di Roberta Merlin
A rischio i servizi essenziali, la Provincia di Belluno stima mezzo milione in più di costi per l’energia nelle scuole. Anci incontra il ministro: risparmiare non basta più
Il caro energia, causato dalle tensioni geopolitiche internazionali, rischia di mettere in crisi servizi essenziali per i cittadini, come il trasporto pubblico, le scuole e gli impianti sportivi. È con questo quadro sempre più critico che una delegazione veneta di Anci (Associazione nazionale comuni italiani) è volata a Roma per chiedere un intervento urgente al governo, in vista di un autunno che per gli enti locali – colpiti, come famiglie e imprese, dai rincari del petrolio – si preannuncia particolarmente nero, con possibili sforbiciate ai servizi.
«Efficientamento degli impianti per ridurre la spesa»
Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente di Anci Veneto, e Tommaso Ferrari, assessore del Comune di Verona e componente del Consiglio nazionale Anci, hanno portato all’attenzione del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin le preoccupazioni dei 559 Comuni veneti, circa la metà dei quali sotto i 5 mila abitanti, dove i costi alle stelle del petrolio, potrebbero avere conseguenze sociali gravi. «Abbiamo chiesto al Governo lo sblocco immediato e il rifinanziamento del Conto Termico




