
Carnevali vuole ricostruire il dna italiano del club: dal centrale del Liverpool ai gioielli dell’Under 21, la Vecchia Signora prepara la svolta tricolore
Una spruzzata d’azzurro alla Juventus del futuro, come nella tradizione vincente del club. L’ad Giovanni Carnevali, dopo un primo mercato a forti tinte straniere (otto rinforzi su dieci con passaporto estero, Ekhator e Vicario le eccezioni), punta a rispolverare il dna “nazionale” della Signora. “Palmisani nel mirino? È un portiere che ha futuro ed è italiano, aspetto importante perché noi che vogliamo ampliare il gruppo di italiani nella rosa”, ha raccontato il manager bianconero durante l’intervento di giovedì al Festival dello Sport di Trento. Una Juventus con dieci giocatori di movimento provenienti da tutte le parti del mondo e il solo Guglielmo Vicario tra i pali non si dovrà più vedere nel 2027. Alla Continassa vogliono compiere un passo indietro, per avvicinarsi alle origini, per farne due in avanti e tornare ad alzare trofei. Dietro a una grande Juventus, c’è sempre una spina dorsale azzurra. È stato così anche nell’ultimo ciclo d’oro. Dei cloni del livello di Gigi Buffon, della BBC “Barzagli-Bonucci-Chiellini”, dei Marchisio, dei Pirlo e dei Del Piero non esistono. Alla Continassa ne sono




