Dalle incomprensioni con il nuovo cal Mondiale da comprimario, fino allo strappo dopo la mancata convocazione: così il rapporto si è logorato
Giornalista
5 novembre (modifica alle 15:43) – MILANO
La verità è che ormai sposta molto di più sui social che non in campo. A fronte di 3 milioni di like in un’ora al video con cui annuncia l’addio alla nazionale, il 41enne Cristiano Ronaldo già da qualche anno non incide più a livello agonistico. Prima la decisione di sposare il progetto arabo (leggasi petrodollari, 230 milioni all’anno di ingaggio) per vincere qualche altro trofeo alla periferia del calcio che conta nel ricco Al Nassr, poi il declino certificato da un Mondiale americano cui non doveva nemmeno partecipare dall’inizio dopo la gomitata all’irlandese O’Shea in un match delle qualificazioni, con squalifica addolcita per non perdere un colosso a livello di immagine e commerciale. Quasi peggio di Balogun. L’esordio contro la Repubblica Democratica del Congo era stato un disastro, peggio dello 0-0 finale. Il gol su rigore (al 68′, senza avere prima toccato biglia, corpo estraneo tra i suoi) che aveva avviato la rimonta




