
di Guido Olimpio
Da parte americana sono possibili raid in stile venezuelano, mentre il regime degli ayatollah fa sapere di avere rilasciato nuove mine. Intanto sono ormai tre le portaerei Usa schierate nell’area
Usa e Iran lasciano aperta la porta negoziale ma si preparano allo scontro. E le stesse informazioni sulle future mosse militari fanno parte della strategia: infatti, sono fatte trapelare come forma di pressione.
I raid in stile Venezuela: ecco la lista degli obiettivi
Torna, come prospettato qualche settimana fa, il modello Venezuela. Gli Stati Uniti, nel caso di una ripresa delle ostilità, hanno considerato una serie di target legati allo Stretto di Hormuz. Secondo fonti citate dalla CNN verrebbero presi di mira scafi veloci, battelli posa-mine, vedette, ossia le piccole unità in dotazione a Marina e pasdaran.
Possibili, inoltre, strike su infrastrutture civili suscettibili di impiego bellico, anche se questa opzione innescherebbe una ritorsione iraniana sui vicini del Golfo. Infine, non sono esclusi nuovi omicidi mirati per eliminare personalità del regime considerate «radicali»: nella lista c’è il nome di Ahmad Vahidi, attuale comandante dei guardiani della rivoluzione presentato come il fautore della linea oltranzista. Non certo l’unico in




