
di Andrea Laffranchi
La band in libreria per i 60 anni di carriera. Dodi e Roby: «I nostri figli spensero un generatore e il live si fermò. Yoko Ono ci portò a Central Park»
Pooh viene da Winnie the Pooh, l’orsetto protagonista dei libri per bambini di A. A. Milne e dei cartoni animati della Disney…
Non vi sembrava poco adatto a una band?
Red Canzian: «Mai pensato che fosse un nome sbagliato.
Eravamo ragazzi e cercavamo un nome facile da ricordare, con qualcosa di fantastico dentro. Ce lo suggerì Aline, la segretaria inglese della nostra casa discografica. All’epoca Winnie the Pooh qui da noi non era ancora conosciuto, però “Pooh” ci sembrava un nome comunque uscito da una fiaba e, allo stesso tempo, aveva un suono internazionale, perfetto per una band. Quel piccolo orsetto ci ha accompagnato per tutta la vita e il nome era perfetto perché non raccontava chi eravamo: ci ha lasciato lo spazio per diventare quello che siamo diventati».
Sessant’anni di carriera da celebrare con «Banda nel vento», un libro fotografico…
Roby Facchinetti: «Un traguardo non facile: oltre ai 60 anni ci sono anche più di 400 canzoni incise e almeno 3000 concerti con cui abbiamo attraversato l’Italia».




