Home / Politica / Intervista a Calenda: «La linea al Campo largo ormai la danno i 5 Stelle. Il centro sarà decisivo: io vado da solo, dopo il voto si vedrà»

Intervista a Calenda: «La linea al Campo largo ormai la danno i 5 Stelle. Il centro sarà decisivo: io vado da solo, dopo il voto si vedrà»

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di Maria Teresa Meli

Il leader di Azione: «Conte un programma ce l’ha, per quanto delirante; i dem invece no. Renzi fuori dai vertici, non so come faccia a non sentirsi umiliato. Paragona l’intesa del centrosinistra alla Rosa Bianca? Mitomania…»

Carlo Calenda, leader di Azione, lei ha definito quello italiano un «bipolarismo immorale». Non le sembra di esagerare?
«No. Leggevo le notizie della tregua umanitaria a Oleshky, con i racconti tremendi degli anziani di lì costretti a mangiare i cani per non morire, e le comparavo con questo ridicolo dibattito italiano, in cui Meloni viene in Senato e fa dei discorsi alati, ma poi da dieci mesi non manda un pacchetto di armi a Kiev e il centrosinistra è impegnato in una discussione semantica su come dire: arrendiamoci a Putin. Tutto ciò non è solo tragico, sta diventando immorale. Non siamo mai arrivati così in basso: la destra candida Cateno De Luca che annuncia la data delle elezioni indipendentemente da Mattarella, gli altri danno un senatore a Rifondazione comunista che va in tv delirando sul sostegno ad Hamas e Putin».

A proposito di centrosinistra, Conte ce l’ha il suo ex amico Renzi.
«Intanto una premessa: io penso che il

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